CASA SALUBRE
dall'ambiente in cui viviamo dipende
la qualità della nostra vita


Introduzione:  perché la casa "bio"

Fin dagli inizi della sua presenza sulla terra, l'uomo ha cercato un rifugio sicuro dove riposare e vivere le proprie intimità famigliari, ieri poteva essere una grotta o una capanna su palafitte, oggi un comodo appartamento al trentesimo piano di un enorme grattacielo.  La propria casa è per tutti il luogo preferito dove esprimere liberamente la propria personalità, dove trovano posto i propri ricordi, dove incontrare e vivere gli affetti più profondi.   La casa quindi diventa un guscio caldo e accogliente, fatto di sapori, di colori, di forme tutte personali e soggettive.

L’abitazione deve rispecchiare la personalità e, soprattutto, le aspettative di chi la abita. Evitando le case impersonali, tutte uguali, secondo standard dettati esclusivamente dalle mode del momento. Una casa da vivere, in cui non si abbia la sensazione di essere degli estranei, ma al contrario ci si senta accolti, a proprio agio fin dal primo momento.   Lasciamo il concetto di "immagine ed apparenza" ad altri luoghi e ricordiamoci che la casa non deve essere una "reception" con sala d’attesa.

La soluzione rimane quindi nello scegliere di abitare non in una casa, ma nella nostra casa: uno spazio da rendere vivibile a misura delle proprie esigenze e non una scatola da riempire con stereotipi d’arredo, strapiena di mobili a volte inutili. Affidiamo quindi la progettazione solo a persone qualificate, ad architetti che sappiano guidare tecnicamente i bisogni e le scelte del cliente.

Un altro aspetto fondamentale è che la valutazione della biocompatibilità di un ambiente va considerata nella globalità degli aspetti generati da agenti inquinanti, come i campi elettromagnetici. Per esempio, se l’abitazione si trova a pochi metri dalle linee dell’alta tensione, che genera campi elettromagnetici, può servire intervenire radicalmente sull’impianto elettrico interno, per ridurre l’inquinamento elettromagnetico? Certo, è indubbio che serva, ma in che percentuale si può ridurre il campo elettromagnetico globale da cui si è investiti? Sicuramente non in modo sufficiente perché la casa si possa considerare risanata e comunque il beneficio ricavato non è proporzionato all’investimento economico. Qualcuno potrebbe obiettare che la vita e la salute non possono avere alcun prezzo, ma non bisogna dimenticare che i costi di intervento edilizio possono essere veramente elevati e qualche volta, se non sono consigliati e pianificati da un vero esperto, possono anche risultare del tutto inutili, senza risolvere così il problema.

Attenzione quindi a non diventare vittima di chi approfitta del momento di interesse verso questo argomento per vendere fantomatiche case ecologiche che di ecologico non hanno nulla, sebbene è necessario dire che ultimamente, anche in Italia (che rispetto ad altri Paesi, fino a questo momento non era all’avanguardia in questo settore) si stanno facendo progressi notevoli nello studio di questi problemi, soprattutto per trovare soluzioni reali e veramente realizzabili da tutti. Non è ipotizzabile quanto sia ancora lunga la strada che porterà alla realizzazione delle soluzioni su larga scala, e quindi anche nell’edilizia comune e spicciola di tutti i giorni, ma le continue collaborazioni tra università, ministeri, centri di ricerca e amministrazioni locali lasciano sperare in bene.

 

 

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