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Radon e Formaldeide: i nemici invisibili

Il Radon

Sappiamo che la terra è continuamente bombardata da radiazioni cosmiche, provenienti dal cielo e dallo spazio, ma anche dal sottosuolo emergono elementi radianti e tossici che possono rivestire una certa pericolosità per l'uomo.  In particolare il radon, un gas riscontrabile con una certa frequenza anche in concentrazioni elevate, è da tenere in debita considerazione per la sua pericolosità.  Il radon è un gas inodore, incolore e inerte che si trova naturalmente nella crosta terrestre, nelle falde idriche, nelle rocce. Proprio perché è presente nella crosta terrestre, il radon riesce a penetrare nelle nostre case attraverso i materiali edili come le pietre (in special modo graniti e porfidi), i mattoni, l’intonaco oppure attraverso i rubinetti dei lavandini e delle docce, poiché si "lega" facilmente all’acqua. L’inalazione di forti concentrazioni di radon è estremamente pericolosa e danneggia i tessuti polmonari. Secondo alcune ricerche sembra che l’esposizione prolungata a questa sostanza possa giocare un certo ruolo nella formazione di alcuni tumori. Il radon è un gas e come tale tende a salire arrivando ai piani alti anche attraverso le scale, l’ascensore e le altre cavità che partono dai piani più bassi.

Nei bagni, mentre si fa la doccia, la concentrazione di radon, portata dall’acqua e favorita dal caldo umido, può essere anche quaranta volte superiore che in altre stanze. Non bisogna allarmarsi però: il rimedio è semplicissimo e, in ogni caso, è una buona norma che va sempre seguita. Per evitare l’accumulo di queste radiazioni naturali, infatti, è sufficiente non sigillarsi nella stanza ma lasciare la possibilità di un ricambio d’aria con l’esterno.

I locali maggiormente esposti all’inquinamento da radon sono quelli interrati, seminterrati o pianoterra, soprattutto se non sono stati isolati da un "vespaio". Per vespaio si intende un’apposita intercapedine d’aria realizzata tra il terreno e il pavimento, un accorgimento speciale che permette un’adeguata aerazione al fine di prevenire l’umidità e facilitare anche l’allontanamento del radon. Sarebbe meglio quindi non soggiornare per lungo tempo in locali come la cantina, la taverna o il box, soprattutto se non si è sicuri dell’effettiva presenza di un vespaio aerato. E’ importante, inoltre, che le sigillature di questi locali siano particolarmente curate, in modo da non consentire al radon di penetrare all’interno delle stanze. Capita spesso però che in molte abitazioni, case o villette, soprattutto in campagna e fuori dalle città, i locali seminterrati siano stati trasformati in un’accogliente taverna. Sarebbe quindi inutile consigliare di non sfruttare questi locali, proprio perché di solito si tratta di piccoli nidi accoglienti, utilizzati dai ragazzi o dai genitori per le cene in compagnia o per altre attività di svago. L’importante, comunque, è fare in modo che esista un impianto di ventilazione adeguato, almeno per mezzo di una ventola, al fine di evitare il ristagno dell’aria e per permettere di espellere il radon.

Quando l’abitazione potrebbe essere esposta al rischio radon, è comunque consigliabile far eseguire una rilevazione dell’eventuale presenza di questo gas, in modo da potere intervenire in maniera mirata ed efficace, secondo le modalità sopra descritte. Questa operazione ha costi contenuti e non comporta alcun tipo di inconveniente. Le rilevazioni, infatti, consistono generalmente nel porre per un certo periodo di tempo, nella stanza o negli ambienti "a rischio" e quindi da monitorare, una sorta di "spugna", la quale viene analizzata alla fine della rilevazione ed è in grado di fornire un quadro preciso della presenza o meno di emissioni di radon.

La Formaldeide

La formaldeide è un gas particolarmente insidioso per la salute. Infatti, quando la sua concentrazione nell’aria è abbastanza alta, provoca irritazione alla gola e al naso e causa forti bruciori agli occhi. A lungo andare, però, può anche avere effetti ben più nocivi: a contatto con la pelle può scatenare dermatiti allergiche e ulcere, mentre l’ingestione è spesso causa di forti dolori addominali e nausee. Alcune ricerche condotte dall’Epa (l’agenzia americana per la protezione dell’ambiente) sembrano attribuire alla formaldeide un certo ruolo nella formazione dei tumori.

La formaldeide è un composto presente nella nostra vita quotidiana molto più di quanto si possa pensare. Infatti è contenuto nelle resine usate sia per la realizzazione di schiume per costruire pannelli termoisolanti sia in quella di colle per fabbricare pannelli di legno per mobili. In pratica, la si trova con facilità non solo all’interno dei materiali utilizzati per isolare le pareti dall’esterno, ma anche nella maggior parte dei mobili realizzati in truciolato e in compensato. Si tratta di pannelli di legno, realizzati con la compressione di diversi listelli l’uno sull’altro, i quali vengono tenuti uniti da speciali ritrovati. I collanti più utilizzati in questi casi sono appunto quelli che contengono la formaldeide, perché sono molto economici e di facile reperibilità.

Evitare sempre l’acquisto di mobili fatti in truciolare e preferire mobili in legno "vero", massiccio: l’importante è che siano rifiniti con vernice atossica. Certo sarebbe assurdo consigliare di gettare nel bidone della spazzatura tutti i mobili sospetti. Quando in casa esistono già armadi, cassettoni e librerie di compensato o truciolato, è possibile eliminare il rischio di formaldeide verniciandoli con prodotti appositi. Queste sostanze sono in grado di ridurre le esalazioni di questo gas, creando una barriera protettiva con l’esterno.

Evitare i collanti sintetici in genere. L’esempio più chiaro deriva dalla messa in opera della moquette:  va evitato l’uso della colla a pavimento perché ci si troverebbe immersi nelle esalazioni tossiche. Quando questa sembra però essere l’unica soluzione "abbordabile", bisogna aerare bene i locali prima di soggiornarvi e verificare che vi sia sempre un adeguato ricambio d’aria. L’ideale però sarebbe sempre tenere le finestre un po’ aperte anche quando si soggiorna nella stanza. Ricordarsi che due fattori che aiutano la formaldeide a sprigionarsi sono l’umidità e il caldo: una soluzione per risolvere il problema durante i mesi invernali è dunque quella di tenere i termosifoni bassi.

 

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