CASA SALUBRE
dall'ambiente in cui viviamo dipende
la qualità della nostra vita


Cosa scegliere: legno o moquette?

 

Il legno è senza dubbio uno dei materiali più sani e soprattutto, a differenza della pietra, è un materiale naturale rigenerabile e dipende soltanto dalla volontà dell’uomo attuare una programmazione di rimboschimento per fronteggiare la richiesta sempre maggiore di questa materia prima. Anche da un punto di vista estetico i derivati del legno sono molto apprezzati perché rendono calda e accogliente la casa. Una casa dove predomina il legno, indipendentemente dalla finitura o dal colore, è un messaggio di disponibilità e di serenità nei confronti di tutto il mondo esterno.

Questi messaggi così positivi non dipendono certo dal colore, poiché, con impregnanti, possibilmente ecologici, è possibile donare al legno qualsiasi tipo di colorazione e sfumatura. Il vero "segreto" del legno, quello che lo rende il materiale più amato e più caldo, deve essere ricercato nello stretto rapporto che lega il nostro inconscio al desiderio di natura e di salubrità. Il legno, infatti, una volta trasformato, fa trasparire attraverso le sue venature la vitalità della sua storia, della sua crescita: tutto questo a livello inconscio viene percepito come un invito alla vita.

Il legno, inoltre, è un materiale che invecchia, che può essere vissuto e che con le sue scriminature e acciaccature diventa testimone delle nostre esperienze, di tutta la nostra vita quotidiana. I derivati più comuni del legno sono due: il sughero e il linoleum. Sono tutti ottimi materiali che, se impiegati in modo corretto, non sono causa di inquinamento all’interno della casa.

Qualunque ne sia l’impiego, è necessario scegliere sempre legno derivato da piante che non siano in via d’estinzione: una casa, anche se rispetta tutte le norme antinquinamento architettonico, non può essere considerata sana se la maggior parte dei rivestimenti e dei mobili in essa contenuti sono costruiti a spese del sistema ambientale.

Per il rispetto dell’ambiente è necessario scegliere essenze di legno dolce, come quelle delle conifere, che crescono più velocemente rispetto alle piante che forniscono legni più duri. Inoltre questi alberi sono più resistenti agli agenti atmosferici e agli attacchi di insetti e funghi. Oltre a tutto ciò i legni dolci presentano l’innegabile vantaggio di essere meno costosi. In questo modo contribuiamo in modo reale a fermare lo scempio che si sta compiendo in tutto il pianeta, per esempio nella foresta amazzonica, mentre incrementiamo il mercato dei legni derivati da un volontario rimboschimento accuratamente pianificato.

I legni che sono a rischio di estinzione, a meno che non provengano da piantagioni controllate, sono principalmente quelli derivati da piante tropicali. Il consiglio è quello di evitare l’utilizzo di questi legni: iroko, ebano, afrormosia, mogano, palissandro, teak.

Del resto esistono validissimi sostituti dei legni tropicali con le stesse caratteristiche, ma con una disponibilità in termini ecologici maggiore. Un esempio è il pino, ottimo sostituto del teak o del mogano.

Se in famiglia esistono persone particolarmente sensibili ad agenti irritativi, è meglio evitate l’uso al naturale del pino, dell’abete rosso e dell’abete in modo particolare e anche delle conifere in genere. Si tratta infatti di legni molto ricchi di resina, che, pur essendo naturale, può far insorgere reazioni allergiche in persone particolarmente predisposte e quindi sensibili. In questi casi è importante otturare bene tutti i pori, usare solo legno non fresco, e comunque trattarlo con apposite vernici non tossiche, che limitano fortemente l’azione degli agenti irritanti, rendendoli innocui nel tempo.

Il pavimento in legno, il parquet, è sicuramente una delle soluzioni più desiderate, perché rende accogliente e, allo stesso tempo, signorile la casa. Evitando volutamente in questo momento qualsiasi consiglio di origine estetica, ci limitiamo a segnalarvi alcuni accorgimenti affinché il parquet sia realmente una scelta felice e sana. Il rischio, ancora una volta, non sta nella materia prima, ma nella sua rifinitura. Se abbiamo avuto l’accortezza di scegliere un pavimento "vivo" e naturale, continuiamo nella stessa scia anche nella scelta dei prodotti per la sua colorazione, lucidatura e conservazione. Usare quindi solo prodotti a olio, o naturali, come la cera d’api, l’olio di lino, il bicarbonato di sodio. Se per qualsiasi malaugurato motivo sono stati utilizzati prodotti tossici, è assolutamente necessario aerare bene i locali e non entrarvi finché i vapori non si siano dispersi all’esterno.

Tra i derivati del legno sarebbe meglio prendere in considerazione il sughero. E’ infatti un ottimo isolante termoacustico e soprattutto, posato su pareti o nelle intercapedini, lascia traspirare i muri, riuscendo anche se solo in parte, ad attenuare l’incidenza dei campi elettromagnetici: il tutto senza rappresentare un costo eccessivo. Bisogna fare una precisazione: non è vero che tende a "marcire", si tratta invece di un materiale molto resistente alla decomposizione e alle muffe. Il sughero è un legno sano, naturale che non richiede alcuna manutenzione particolare tranne quando viene usato per pavimenti. Oltretutto è un prodotto realmente ecologico senza controindicazioni per la salute e per l’ambiente, poiché non produce scorie nella sua produzione. Se lo si vuole utilizzare per il pavimento, bisogna assicurarsi che le piastrelle non siano state trattate con sostanze sintetiche, o rinforzate con collanti vinilici.

Il linoleum è un prodotto estremamente naturale anche se molti lo confondono con un prodotto sintetico chiamato P.V.C.. La composizione del linoleum, infatti, è tutta naturale e si ottiene con sughero in polvere mescolato a olio di lino, resina di legno, farina di legno e gesso. Il tutto viene pressato su un sostegno di tela o juta. Il linoleum, quindi, per le sue caratteristiche ecologiche, è per la sua resistenza e flessibilità un’ottima soluzione come pavimento. L'unica controindicazione è legata alla eventuale presenza di umidità della superficie su cui viene posto, in quanto potrebbe essere causa della decomposizione dello strato di supporto in tela.

 

 

 

Ci sono materiali che, se considerati dal punto di vista soltanto estetico, non sarebbero mai da mettere in discussione per la loro capacità di arredare e rendere accogliente una stanza anche senza mobili. Uno di questi è sicuramente la moquette, che permette di colorare a proprio piacimento qualsiasi pavimento, rendendo possibile la gradevole sensazione di cani-minare a piedi nudi su una superficie morbida, calda e accogliente. Riesce poi ad essere elegante, ma allo stesso tempo pratica e non molto impegnativa nella sua manutenzione. Malgrado queste sue qualità, la moquette è uno dei materiali più criminalizzati, in alcuni casi, come vedremo poi, in modo ingiusto. Di solito viene descritta dai luoghi comuni come "ricettacolo di polvere e animaletti". La moquette, invece, al pari di molti altri materiali impiegati nelle case moderne, è soltanto vittima dell’errato modo in cui viene utilizzata.

Nella scelta della moquette è da preferire quella con "pelo raso" che sicuramente è più facile da pulire con un adeguato elettrodomestico (battitappeto). Per la pulizia più profonda di questo tipo di rivestimento è necessario poterlo lavare senza che assorba acqua. E’ indispensabile quindi trattare la moquette con uno strato di impermeabilizzante, come per esempio il teflon. Questo trattamento andrebbe eseguito ancor prima della messa in posa, ma può comunque essere fatto anche quando la moquette ricopre già i pavimenti. Al tatto e alla vista non sarà evidente alcun cambiamento, ma la polvere avrà vita sicuramente difficile su un pavimento che potrà, anche se con qualche precauzione, essere lavato come qualsiasi altra superficie. Il trattamento di impermeabilizzazione verrà ripetuto, a seconda dell’uso, ogni due o tre anni.

Un altro problema legato all’utilizzo della moquette sintetica e gommata è l’accumulo di cariche elettrostatiche, soprattutto in presenza di aria secca. Infatti la gomma è un materiale isolante e, come tale, non permette alle cariche accumulate di poter essere scaricate a terra come dovrebbero. Per capire meglio questo meccanismo basta pensare a quando, in giornate ventose e in presenza di aria particolarmente secca, ci capita di prendere "la scossa" toccando diversi oggetti, perché in quel momento indossiamo scarpe con la suola in gomma. I rimedi a questo inconveniente sono facilmente praticabili da qualsiasi persona. Se la moquette non èancora stata posata, basta procurarsi del filo da elettricista di basso costo (la "piattina") e, utilizzando una forbice, estrarre i fili di rame dalla gomma. A questo punto bisogna stendere sul pavimento i fili di rame in modo che attraversino diagonalmente il pavimento e, solo a questo punto, si può appoggiare sopra la moquette. Se la moquette è già stata posata, si può ovviare al problema con un altro semplicissimo rimedio: basta appoggiare per terra due stracci bagnati, a due angoli opposti della stanza e lasciarli in questa posizione per una decina di minifti. Se la carica elettrostatica è diminuita, ma non è scomparsa del tutto, bisogna riprovare a distanza di una decina di minuti e continuare sino alla scomparsa del problema.

Eliminato in questo modo il "falso" problema di polvere e carica elettrostatica, il vero danno al nostro organismo, derivato dalla scelta di un pavimento in moquette, è relativo al suo "ancoraggio" sul pavimento. E’ infatti da evitare nella maniera più assoluta l’incollaggio totale della moquette: questa soluzione risulta molto dannosa per la salute, perché i materiali utilizzati, con il passare del tempo, rilasciano vapori di formaldeide, una sostanza estremamente pericolosa e anche allergizzante. Il consiglio è di utilizzare del nastro biadesivo a tenuta forte.

 

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