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Misteri - Misteri - Misteri
Immagini e situazioni alla ricerca di una spiegazione: chi saprà darla?

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6 - Le centrali termoelettriche si faranno???

Ormai la questione centrali termoelettriche a Montecchio Maggiore è sulla bocca di tutti.  Ma se ne sentono di tutti i colori!   A quanto pare, nessuno sa esattamente di cosa si tratti.   I giornali locali ne hanno dato notizia a partire dall'inizio dell'anno, fornendo descrizioni e particolari ma, sul fronte della certezza pare che nessuno abbia dati certi.  A partire dalle amministrazioni comunali.  Non è soltanto Montecchio ad essere interessato alla novità, in quanto gli effetti ambientali della o delle centrali si riperquoterebbero su larga scala ben oltre i confini comunali e così l'allarme si sta diffondendo verso Arzignano, Trissino, Montorso, Montebello ed oltre.   Ma di cosa si tratterebbe, in sintesi?   I progetti sono due ed entrambi stanno procedendo per il loro iter burocratico statale e regionale in ricerca di approvazione.   La base del mistero sta proprio qui.  L'eventuale installazione di uno o due mega impianti avverrebbe indipendentemente dal consenso o meno da parte dell'amministrazione comunale!

A questo punto, considerata la natura del problema, pare che l'arma più forte per controllare la situazione (non partiamo a priori per il rifiuto) sia proprio nelle mani dei cittadini. Infatti, qualora stato e regione concedessero l'approvazione, l'unica possibilità per evitare o condizionare l'installazione starebbe in una presa di posizione unanime della popolazione locale.  Allo scopo stanno già nascendo comitati spontanei sia a Montecchio che nei comuni limitrofi per sensibilizzare l'opinione pubblica al problema.

Si tratta di una grana pesante che si va a sommare alle endemiche carenze strutturali e ambientali della zona.  In effetti, la richiesta di energia elettrica è notevole ed in costante aumento, la presenza di una centrale di produzione in loco potrebbe arrecare vantaggi alle utenze industriali.  Alloggiare un impianto del genere nel proprio territorio comunale (come già visto a suo tempo per le discariche) apporta sicuri benefici alle casse municipali.   La nuova attività comporterebbe un richiamo di manodopera con nuove opportunità per i locali e inevitabili arrivi di "foresti", per coprire le mansioni meno ambite,  che andranno ad aumentare il nucleo residente con conseguente ulteriore apprezzamento dei valori immobiliari (croce e desiderio di chi cerca o vende casa).

Ma, a fronte dei vantaggi, ciò che preoccupa di più sono le conseguenze ambientali.  I due impianti avrebbero analoghe dimensioni e potenzialità, sono due perché proposti da due distinte società, ma entrambi prevedono una potenza di circa 700 MegaWatt (700.000 Kilowatt) per un consumo di un miliardo di metri cubi di metano, una superficie occupata di oltre 11 ettari (110.000 metri quadrati...), con ciminiere fino a 80 metri d'altezza e immensi fabbricati di 25 metri d'altezza.  Da questi mastodonti uscirebbero annualmente tonnellate e tonnellate delle famigerate "polveri sottili", di ossidi di azoto e di carbonio che, attraverso le alte ciminiere, andranno a disperdersi tutt'intorno per un raggio di 20 kilometri.  I fumi smaltiti dai camini (oltre al carico inquinante) adducono all'atmosfera un notevole apporto energetico, avendo temperatura non inferiore ai 100°C, dunque con possibili (probabili) conseguenze sul microclima locale, e interazioni con le precipitazioni e le temperature ambientali.  Ma non finisce qui, le centrali necessitano di una notevole quantità d'acqua di raffreddamento, stimata in oltre 200.000 metri cubi cadauna, da prelevare dalle già ridotte falde acquifere sotterranee e poi versati nei corsi d'acqua con conseguente sconvolgimento degli ecosistemi. 


In questa veduta, ripresa dal piazzale antistante la chiesa di SS.Trinità sono evidenziate le zone  in cui, presumibilmente, saranno collocate le nuove centrali termoelettriche di Montecchio Maggiore.

 

Dove sono previste le installazioni?  La centrale proposta dalla società  Euganea Energia dovrebbe sorgere in località Canova nella zona cave, mentre la centrale proposta da Ansaldo si andrebbe a collocare sulla strada per Montorso.  E' scontato che, qualora vi fosse opposizione strenua da parte della popolazione locale, la ditta richiedente potrebbe ottenere la concessione per un comune confinante (Montorso o Trissino per esempio), il che non cambierebbe di un grammo il carico di inconvenienti per Montecchio. L'iter burocratico della prima sembra, al momento, subire una frenata, mentre il secondo si sta proponendo con maggiore determinazione.  Probabilmente anche il nome ha il suo peso.

C'è da augurarsi che tutta questa storia non si risolva nella purtroppo già vista e rivista ridda di chiacchiere, denunce, carte bollate, urli e schiamazzi che, alla fine, non servono ad altro che ritardare i lavori di un'opera già decisa nelle alte sfere, magari con annessi sospetti di "elargizioni" a vario titolo come da consolidata tradizione....

 


 

 

Quesiti che aspettano risposte:

  1. Quale reazione dei cittadini di fronte a decisioni piovute dall'alto?
  2. I benefici economici supereranno gli inevitabili costi sociali ed ambientali?
  3. I cittadini costretti a "pagare" i costi, potranno usufruire dei vantaggi economici?
  4. Che effetto farà la vista una struttura visibile da ogni dove ed evidente quasi come il colle dei castelli?
  5. Il possibile innalzamento delle temperature estive a causa delle emissioni, potrà considerarsi un vantaggio in quanto incentivo alle installazioni di climatizzatori??
  6. Quanto potrà essere vantaggioso rinunciare alle centrali e conseguentemente allo sviluppo industriale o al potenziamento degli elettrodotti?

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Azzarda pure le tue supposizioni, scrivendole sul FORUM
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scheda redatta 120302

 

 

 

 

 

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