IL DINOSAURO ITALIANO

 

Trovato il primo dinosauro italiano completo.  
Un ritrovamento eccezionale per le inconsuete caratteristiche dell'animale e per il perfetto stato di conservazione

 

E' stato scoperto a Trieste, nel 1996, un dinosauro vissuto 80 milioni di anni fa e fossilizzato nella roccia. Lo scheletro, perfettamente conservato, dopo quattro anni di lavori è stato finalmente estratto dal blocco che lo ha tenuto inglobato per milioni di anni.

Si tratta di un esemplare di adrosauro, dell’età di sei anni, alto un metro e 30, pesante circa 700 chilogrammi e lungo quattro metri dalla punta della coda al suo singolare becco d’anatra. E' il dinosauro più grande e completo mai trovato in Italia. Fino a oggi in varie zone d’Europa sono stati trovati svariati frammenti di adrosauri, ma non abbastanza da mettere insieme un cranio

Al primo avvistamento lo hanno chiamato Antonio, forse per onorare qualcuno degli addetti ai lavori. Più tardi hanno scoperto che probabilmente si trattava di una femmina, ma il nome ormai era "ufficializzato".

A scoprire Antonio è stata una studentessa di geologia che ha notato le zampe fossilizzate spuntare dal terreno. La ragazza ha dato l’allarme e, dopo un rapido sopralluogo, i ricercatori si sono resi conto che proprio in quel punto giacevano i resti di un adrosauro intero. Recuperare i reperti non è stato semplice. Lo scheletro, infatti, era fossilizzato in un fitto strato di roccia alla base di una collina. Per l'estrazione del blocco contenente il reperto è stato utilizzato un cavo da taglio al diamante collegato a uno speciale macchinario pneumatico.

Successivamente, per separare le ossa dai blocchi di roccia nei quali si trovavano completamente incluse, si è ricorso alla chimica per non rischiare di danneggiare le fragilissime ossa con operazioni meccaniche. I blocchi sono stati immersi in acido formico, sostanza che ha la capacità di sciogliere la roccia ma non attacca le ossa. In questo modo è stato possibile isolare quasi completamente lo scheletro, rendendolo totalmente visibile.

 

Dalle prime osservazioni è emerso subito un particolare interessante: le zampe anteriori hanno soltanto tre dita, mentre tutti gli individui di questa specie, finora trovati, hanno quattro dita. Secondo gli esperti, questo significa che Antonio si è evoluto per perdere l’uso delle "mani" concentrando la sua forza sulla corsa. Come è successo ai cavalli: prima che facesse la comparsa lo zoccolo, avevano zampe con cinque dita. Antonio, quindi, rappresenta una nuova specie di adrosauro e un anello mancante nella storia del Cretaceo, il periodo geologico nel quale i dinosauri scomparvero dal pianeta, 65 milioni di anni fa.

Dall'esame dello scheletro perfettamente conservato, è possibile risalire alle cause della morte, infatti, uno dei femori presenta una frattura netta, probabilmente l'animale è caduto e non si è più rialzato.

 

Il ritrovamento del dinosauro a Trieste sconvolge le ipotesi sulla conformazione del territorio del nord-est durante il Cretaceo superiore. Si credeva che 80 milioni di anni fa tutto il territorio fosse coperto dal mare, ora invece appare certo che il territorio era costituito da praterie sulle quali scorazzavano branchi di adrosauri.