ville venete
breve itinerario tra le più vicine e  rappresentative

VILLA PISANI detta "LA ROCCA PISANA"

Villa Pisani detta la Rocca Pisana sorge a Lonigo.  Fu costruita nel 1576 da Vincenzo Scamozzi su commissione di Vettor Pisani.   Nell'ambito del processo di trasformazione del territorio che interessava il Veneto nel Cinquecento, la famiglia Pisani aveva acquistato dei terreni e costruito una villa a Bagnolo nonché un palazzo di rappresentanza a Lonigo.

Vettor Pisani decise l'edificazione della "rocca" in quel luogo, su di una preesistente costruzione medioevale, per la salubrità dell'aria e forse per sfuggire all'epidemia di peste che scoppiò in quell'anno a Venezia.

La Rocca, che rappresenta una delle migliori opere dello Scamozzi, si erge in posizione elevata sulla cima di una collina, da cui viene il nome "rocca", orientata secondo i 4 punti cardinali.

La scelta di una pianta centrale, ispirata alla Rotonda, viene da una condivisione dell'ideale del Palladio di fusione tra ambiente e villa al punto da modificare la forma del sito per meglio esaltare la posizione della villa.

Il prospetto sud presenta un colonnato jonico, a chiusura di una loggia rientrante nel corpo stesso del fabbricato.  Lo Scamozzi, nel comporre il colonnato, scelse, pur mantenendone la simmetria, di variare l'intercolumnio raddoppiando praticamente le colonne ai lati del portico.

Gli altri prospetti sono caratterizzati da un corpo in leggero aggetto e forato da una serliana che non riesce comunque a togliere la sensazione di compattezza del complesso.

All'interno della villa si accede salendo una scalinata che si apre a ventaglio e, superato l'atrio colonnato, si entra direttamente nella sala centrale di forma rotonda lasciata appositamente spoglia di decorazioni per metterne in risalto le proporzioni.

Le pareti della sala sono interrotte dai fori delle porte e soprattutto da profonde e alte nicchie che danno l'impressione di un movimento ondulatorio. Lo Scamozzi fonde in questo ambiente i modelli del Pantheon e della Domus romana.

Al centro della sala, infatti, si nota il compluvio realizzato in pietra per la raccolta delle acque piovane.  Queste hanno libero accesso all'interno attraverso l'oculo aperto che conclude la cupola. Con una tipica scelta di rigore classico, lo Scamozzi sacrifica la comodità abitativa di questa sala in nome delle espressioni artistico-culturali.

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