--  benessere & salute  --

LA SPALLA  (parte terza)
MOBILITA'



Marzo 2001 
 
In questi anni di lavoro ho avuto modo di vedere parecchie situazioni, attinenti a fatti lesisi della spalla, ed in particolar modo ho potuto riscontrare come una delle conseguenze più diffuse è l'immobilità di spalla a seguito varie situazioni traumatiche.
 
Cosa si intende per mobilità di spalla? Abbiamo già visto nei precedenti scritti come la spalla sia di per sè un'articolazione instabile, per propria natura e funzione.
 
Da un punto di vista funzionale appunto l'articolazione della spalla si muove su vari piani ed assi, poichè dispone di tre gradi di libertà che le permettono di orientare l'arto in modo multidirezionale.
 
I principali movimenti che andremo a definire, sono i movimenti di anteposizione e retroposizione, eseguiti su un piano sagittale, che possono prendere anche il nome di estensione e flessione. Per capire bene quanto esposto si immagini di vedere una persona che muove l'arto stando di fianco, cioè visibile di profilo (non vedrò tutte e due le orecchie o tutte e due le gambe). E' così che anteporre il braccio significa sollevarlo verso il davanti e questo movimento sarà appunto la flessione, viceversa se il braccio lo spingo indietro verso un ipotetico muro che vorrei toccare dietro di me, eseguirò il movimento di retroposizione o estensione.
 
Ma se noi, come punto di vista ci posizioniamo di fronte alla persona e quindi su un piano frontale, abbiamo la possibilità di valutare i movimenti  possibili che sono detti di adduzione e abduzione.
 
Nessuno si spaventi per questa haime, tecnica terminologia, è molto semplice invece comprendere che, se il soggetto spinge verso l'esterno del suo corpo l'arto, cioè il braccio, compie un movimento di abduzione, viceversa quanto riavvicina il braccio al suo corpo il movimento svolto prende il nome di adduzione, addurre in fatti significa avvicinare abdurre invece significa allontanare.
 
Proseguendo il discorso della mobilità, questa meravigliosa articolazione non finisce di stupirci poichè ci dà la possibilità di compiere altri movimenti, che sono: l'intrarotazione e l'extrarotazione.
In questo caso non è molto importante il punto di vista dell' osservatore per poter capire di cosa si tratta, basta osservare cosa succede ad esempio se noi andiamo ad aprire un rubinetto di acqua posto in basso nel nostro giardino: basta tenere il braccio teso e non consentire la flessione del gomito, si capirà che la spalla può anche ruotare sia da un lato che dall'altro.   Come già segnalato pocanzi, se giriamo la mano verso l'interno del corpo, avremo dato luogo al movimento di intrarotazione, cioè un rotazione interna, viceversa se il rubinetto lo ruotiamo verso l'esterno del corpo avremo realizzato una rotazione esterna e cioè un'extrarotazione. 
 
Credo che ci stiamo rendendo conto di quale prodigio rappresenti questa articolazione del nostro corpo, anche se a volte, e non raramente, non facciamo nulla per poter tenere sempre efficiente la sua funzione. Un'attività fisica anche moderata può rappresentare un'ottima prevenzione all'insorgere di tantissime patologie che colpiscono l'articolazione della spalla.
 
Parlate di questo con il vostro medico di fiducia o con un esperto di riabilitazione, fisioterapista, loro vi sapranno certamente consigliare per togliere disturbi e dolori alle spalle di cui tantissima popolazione soffre.
 
Un caro saluto  a tutti.
 
 
GIANCARLO  FAEDO 
 
 

 

 

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