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Consigli e curiosità


 

IPERTENSIONE ARTERIOSA - come conviverci, come combatterla
di CARLO MAZZONESCHI  ("Le Fiamme d'Argento 1/2001)


Dagli anni ‘60/70 con l’immissione sul mercato dei nuovi farmaci ipotensivi, molto più efficaci e con meno controindicazioni della vecchia reserpina, il problema della ipertensione arteriosa è stato affrontato più profondamente, sia da un punto di vista teorico di ricerca che da un punto di vista pratico.

Questo accresciuto interesse, ha avuto effetti sia positivi sia negativi.

Positivo è il contributo che la riduzione della pressione sanguigna ha portato per la significativa diminuzione della mortalità per malattie cardiovascolari,  verificata negli Stati Uniti fin dal 1968. La maggior diffusione del trattamento dell’ipertensione è stata responsabile soprattutto della marcata diminuzione della mortalità per "ictus" e, anche se in grado minore, per cardiopatia coronarica.

Negativo è il fatto che milioni di individui erroneamente etichettati come ipertesi, sulla base di valori inizialmente elevati, che però non si mantengono tali, possono essere sottoposti ad uno stress psicologico che può arrivare ad un comportamento nevrotico con effetti negativi sull’andamento della pressione arteriosa stessa, che aumenta e tende a stabilizzarsi su valori alti. E nata così la necessità di riconsiderare i dati circa la realtà dell’ipertensione, la frequenza, i rischi della malattia non trattata e le modalità della terapia allo scopo di accrescere al massimo i benefici, riducendo al minimo i rischi del trattamento stesso.

Definizione dell’ipertensione: il limite superiore dei valori normali della pressione è di solito fissato a 140-45 / 85-90. Per la prevedibilità, un approccio pratico è quello di considerare una lettura iniziale superiore ai 140/90 come "sospetta"  e per tanto soggetta ad essere ricontrollata più volte, in diverse condizioni ambientali (oggi è possibile controllarla per 24h consecutive - holter pressorio).

Linee guida per la misurazione della pressione arteriosa: il paziente deve rimanere seduto o supino per almeno 5 minuti, in tutta tranquillità - per coloro che hanno un’età superiore ai 65 anni, diabetici o sottoposti a terapia antiipertensiva, occorre tenere presente l’effetto del cambio di posizione, effettuando la misurazione dopo l’assunzione della posizione eretta e 2 minuti dopo.

Accorgimenti vari: evitare il caffè ed il fumo nell’ora precedente il controllo. Evitare i decongestionanti nasali o oculari. In ogni controllo si devono eseguire almeno 2 letture ad una certa distanza l’una dall’altra.

Per una diagnosi precisa, prendere in esame 3 serie di letture a distanza almeno di una settimana. Si consiglia di cominciare a farsi controllare dal proprio medico di famiglia la pressione sanguigna dai 30 anni, ricordando che il riscontro di una ipertensione e la relativa terapia, ci terranno al riparo dalle complicanze che interessano soprattutto il cuore, i reni, i surreni, la circolazione celebrale, gli occhi, le ghiandole endocrine ed il metabolismo.

Bisogna tenere presente che l’iperteso va sempre curato con i farmaci e con il regime dietetico più appropriati e che va invitato a cambiare stile di vita per vivere bene e più a lungo.

 

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