immagini di un mondo che non c'è più

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moda   e   costumi   dell'altro   secolo

 

 

 

Tra rappresentazioni teatrali  ricevimenti e riunioni danzanti. Per la signore, e specialmente per quelle che avevano abitudini mondane, questa era l'epoca delle grandi giornate. I pomeriggi erano assorbiti dalle visite, le ore della notte dai più svariati divertimenti.

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In questo figurino era rappresentato l'esempio del come potevano essere fusi con successo due colori diversi. La stoffa era un drap prugna, la guarnizione era di soutache nero. Il collo era guarnito da una cravatta a nodo di velluto nero.Il cappellino riprendeva i colori del vestito.
In questo figurino ,era riprodotta un'elegante toilette color foglia morta con guarnizioni in passamano a fili metallici dorati. La novità risiedeva principalmente nella foggia del corpetto e specialmente nella disposizione artistica della stoffa che circondava il taglio della scollatura.

Per il matrimonio la moda, non si discostava dalla tradizione. Esse portavano quasi tutte e uniformemente il vestito di raso bianco unito e molto lungo.Solo il corpetto aveva seguito le trasformazioni adottate per le altre toilettes, ed era quasi sempre coperto di veli, tra le cui pieghe si arrampicavano esili rami di arancio in fiore.Lo strascico si allungava a punta piuttosto che nella forma quadrata, propria dei manti da corte in uso in quegli anni. Veli e pizzi di una grande ricchezza erano complemento necessario delle toilettes di quelle spose fortunate, le quali non dovevano preoccuparsi di un limite di spesa.

 

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In questo figurino la veste era di raso bianco con una guarnizione di volant  al basso della gonna, La quale finiva in un lunghissimo strascico, atto non solo ad elevare il tono elegante della toiletta, ma a conferire altresì un fascino nuovo alla linea snella della persona. Il corpetto era come avvolto da una soffice drappeggiatura, da cui usciva una camicetta di crespo strettamente annodata al collo. la maniche ridotte all'ampiezza ormai normale, finivano molto aderanti al polso.Il velo tradizionale avvolgeva tutta la persona, come una mistica nube.La sposa non portava gioielli, ed indossava della scarpine di raso bianco e i guanti di pelle bianca.In mano recava il tradizionale mazzo di fiori d'arancio, con un sottilissimo nastro ricadente in molteplici fiocchi. 

 Quale mai sposa, oltre all'abito da cerimonia, non si provvedeva anche di una toiletta di lusso da indossare nei giorni immediatamente successivi al matrimonio, per occasione di qualche riguardo.Il figurino riproponeva una elegante toilette che poteva servire per ballo, per ricevimento o per qualche pranzo di gran gala.Il fondo della toilette era costituito da una gonna a strascico di moire fragola con largo bordo di tulle nero, ravvivato da abbondantissime applicazioni di perline colorate. Il corpetto a basque era interamente ricoperto dalla guarnizione; e soltanto la manica corta e gli ampi volantes che la guarnivano, richiamavano la stoffa della gonna. La scollatura era molto limitata, tanto sul davanti che sul dietro. Le braccia erano coperte da guanti di pelle, che salivano fin quasi all'imboccatura della manica. Un'altra cintura di nastro dello stesso colore della gonna era fermata da due fibbie smaltate ricchissime.

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L'uso di tenere abbottonate le mantelline anche nei salotti bene riscaldati, aveva eclissato i jabots di seta colorata che rallegravano una toiletta di mezzo carattere. A surrogarli ecco la moda creare e gettare sul mercato dell'eleganza un'infinità di colletti di tela o di batista, adorni delle più svariate cravattine. Alcune fra esse avevano carattere e forma quasi mascolina: altre più flessuose abbondavano di fiocchi e di guarnizioni pieghettate. Ve ne erano a nodo largo dai pizzi cadenti; potevano essere confezionate in taffetas, oppure in crespi di seta o merletto.
E     NON     FINIVA     QUI.............

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